Calcolo dei metri quadri

 
 
Trento

Il Regolamento per la disciplina dell’imposta unica comunale (IUC) prevede per il Comune di  Trento:

Art. 34: Locali ed aree soggetti a tariffa
1. Sono considerati produttivi di rifiuti urbani e assimilati agli urbani:
a) tutti i locali in qualsiasi costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato verso l’interno, anche se non conformi alle disposizioni urbanistico - edilizie;
b) i locali costituenti pertinenza o dipendenza di altri, anche se da questi separati;
c) il vano scala interno alla singola abitazione;
d) i posti macchina coperti ad uso esclusivo;
e) le aree scoperte operative destinate in modo autonomo e non occasionale all’esercizio di una qualsiasi attività economica;
f) i distributori di carburante per i locali adibiti a magazzini e uffici, nonché l’area della proiezione in piano della pensilina ovvero, in mancanza, la superficie convenzionale calcolata sulla base di venti metri quadrati per colonnina di erogazione;
g) nell’ambito delle strutture sanitarie pubbliche e private: gli uffici, i magazzini e i locali ad uso deposito, le cucine e i locali di ristorazione, le sale di degenza che ospitano pazienti non affetti da malattie infettive, le eventuali abitazioni, i vani accessori dei predetti locali.
2. Per la determinazione della superficie soggetta a tariffa dei locali come definiti al comma 1 si fa riferimento a quanto previsto dall’articolo 32 del regolamento. Per le aree scoperte il calcolo della superficie è effettuato sul perimetro interno delle medesime al netto delle eventuali costruzioni esistenti. La superficie complessiva è arrotondata per eccesso o per difetto al metro quadrato, a seconda che il decimale sia superiore a 0,50 ovvero inferiore o uguale a 0,50.

Art. 37 Esclusioni
1. Sono esclusi dalla superficie rilevante per il calcolo della tariffa:
a) i locali destinati esclusivamente al culto, limitatamente alla parte ove si svolgono le funzioni religiose;
b) le unità immobiliari in possesso di un titolo che consenta attività di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, dalla data di inizio lavori alla data di fine lavori e quelle dichiarate inagibili o inabitabili purché in esse non sia stabilita alcuna residenza anagrafica;
c) i locali e le aree degli impianti sportivi destinati al solo esercizio dell’attività sportiva di proprietà pubblica o ad uso scolastico;
d) le aree scoperte adibite a verde e i cortili esterni di abitazioni.
2. Nella determinazione della superficie da assoggettare a tariffa non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. A titolo esemplificativo, non sono pertanto soggette a tariffa le superfici degli insediamenti industriali, artigianali, commerciali e di servizi sulle quali si formano rifiuti speciali o comunque non assimilati a quelli urbani, le superfici dei locali e delle aree adibiti all'esercizio dell'impresa agricola sul fondo e relative pertinenze (sono, invece, assoggettate a tariffa le superfici delle abitazioni, nonché i locali e le aree che non sono di stretta pertinenza dell’impresa agricola, ancorché ubicati sul fondo agricolo, e le attività agrituristiche), le superfici delle strutture sanitarie adibite a sale operatorie, stanze di medicazione, laboratori di analisi, di ricerca, di radiologia, di radioterapia, di riabilitazione e simili, reparti e sale di degenza che, su certificazione del responsabile della struttura, ospitano pazienti affetti da malattie infettive.
3. Per beneficiare dell’esclusione dal pagamento della tariffa, gli utenti presentano al gestore la dichiarazione di cui al successivo articolo 39. Nel caso disciplinato dal comma 2 del presente articolo la dichiarazione riporta che nell’insediamento produttivo si formano rifiuti speciali o comunque non assimilati. La dichiarazione ha effetto dalla data di presentazione della stessa. Essa contiene la descrizione dei rifiuti speciali derivanti dall’attività esercitata, nonché la documentazione attestante l’avvenuto smaltimento tramite soggetto abilitato. Il gestore si riserva di verificare la documentazione presentata e, qualora riscontrasse la mancanza dei requisiti per godere dell’esclusione, recupera quanto indebitamente detratto.
4. La tariffa non è dovuta dove non è effettuato il servizio di raccolta dei rifiuti.
 

 
Rovereto

Il Regolamento per la disciplina dell’imposta unica comunale (IUC) prevede per il Comune di Rovereto:

Art. 52: Locali ed aree soggetti a tariffa
1. Sono considerati produttivi di rifiuti urbani e assimilati agli urbani:
a) tutti i locali in qualsiasi costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato verso l’interno, anche se non conformi alle disposizioni urbanistico - edilizie;
b) i locali costituenti pertinenza o dipendenza di altri, anche se da questi separati;
c) il vano scala interno alla singola abitazione;
d) i posti macchina coperti ad uso esclusivo;
e) le aree scoperte operative destinate in modo autonomo e non occasionale all’esercizio di una qualsiasi attività economica;
f) i distributori di carburante per i locali adibiti a magazzini e uffici, nonché l’area della proiezione in piano della pensilina ovvero, in mancanza, la superficie convenzionale calcolata sulla base di venti metri quadrati per colonnina di erogazione;
g) nell’ambito delle strutture sanitarie pubbliche e private: gli uffici, i magazzini e i locali ad uso deposito, le cucine e i locali di ristorazione, le sale di degenza che ospitano pazienti non affetti da malattie infettive, le eventuali abitazioni, i vani accessori dei predetti locali.
2. Per la determinazione della superficie soggetta a tariffa dei locali come definiti al precedente comma si fa riferimento a quanto previsto dall’articolo 49 del regolamento. Per le aree scoperte il calcolo della superficie è effettuato sul perimetro interno delle medesime al netto delle eventuali costruzioni esistenti. La superficie complessiva è arrotondata per eccesso o per difetto al metro quadrato, a seconda che il decimale sia superiore a 0,50 ovvero inferiore o uguale a 0,50.

Art. 55 Esclusioni
1.Sono esclusi dal calcolo delle superfici i locali e le aree che per loro natura e caratteristiche o per il particolare uso cui sono adibiti, non possono produrre rifiuti in maniera apprezzabile. Non rientrano pertanto nei criteri per l’applicazione della tariffa i seguenti locali:
a) locali:
- locali considerati impropri come cantina, sala impianti termici/elettrici/tecnologici, balconi, terrazze, posti auto scoperti, sottotetti limitatamente alla parte di essi con altezza non superiore a 1,5 metri.
- i locali destinati esclusivamente al culto, limitatamente alla parte ove si svolgono le funzioni religiose.
- le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile, non detenute o occupate in via esclusiva.
- i locali e le aree degli impianti sportivi, delle palestre e scuole di danza destinati al solo esercizio dell’attività agonistica-sportiva.
- i locali costituenti pertinenza o dipendenza di altri, anche se da questi separati;
b) aree:
- le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili.
2. Nella determinazione della superficie da assoggettare a tariffa non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. Non sono, petanto soggette a tariffa:
a) le superfici degli insediamenti industriali, artigianali, commerciali e di servizi sulle quali si formano di regola rifiuti speciali o comunque non assimilati a quelli urbani.
b) le superfici dei locali e delle aree adibiti all’esercizio dell’impresa agricola sul fondo e relative pertinenze.
c) le superfici delle strutture sanitarie adibite a sale opertatorie, stanze di medicazione, laboratori di analisi, di ricerca, di radiologia, di radioterapia, di riabilitazione e simili, reparti e sale di degenza che, su certificazione del responsabile della struttura, ospitano pazienti affette da malettie infettive.
d) le superfici, diverse da quelle sopra indicate, dove si formano altri rifiuti speciali così definiti da norma di legge.
e) le superfici delle unità immobiliari per le quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per il restauro, il risanamento conservativo o la ristrutturazione edilizia, per il periodo individuabile della data di inizio lavori fino alla data di fine lavori o di effettivo utilizzo.
3. Gli utenti, per essere ammessi a beneficiare dell’esclusione della tariffa di cui al comma precedente, devono presentare all’Ente Gestore una dichiarazione che nell’insediamento produttivo si formano rifiuti speciali, o comunque non assimilati. Essa deve altresì contenere la descrizione dei rifiuti speciali derivanti dall’attività esercitata, nonché la documentazione attestante l’avvenuto smaltimento tramite soggetto abilitato. Il gestore si riserva di verificare la documentazione presentata e, qualora riscontrasse la mancanza dei requisiti per godere dell’esclusione, recupera quanto indebitamente detratto.
4. Sono esclusi dalla tariffa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti urbani in regime di primitiva comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato esteri.